bottega


LE NOSTRE SCELTE
Food marketing e Foodies

1. Avere storie da narrare.
Il mondo foodie: chi è appassionato o raffinato nei confronti del cibo e ricerca nuove esperienze nel campo più che mangiare per fame o necessità.
Evoluzione del consumismo. Vendere esperienze. Esperienze sensoriali nel gusto vista olfatto e interattività con il prodotto. Ma anche esperienze di sensibilità: avere storie da narrare.
Concept: l’esperienza va concepita interpretare i nuovi significati di consumo sia per la vendita che per il processo di consumo. I prodotti sono per prima cosa concetti, funzioni d’uso e storie di qualità. Vendere esperienze, soluzioni, significati e non prodotti.
I prodotti consumati devono essere specifici, originali, dettagliati, distintivi.
Pensare prodotto e brand come un concetto esperienziale. Prima mangio poi compro.
Origine e luoghi di produzione Tradizione e ricette. Un consumo di qualità: il bello da vedere (gastro porn). Linfa vitale delle strategie di comunicazione sono gli eventi, le presentazioni, le inaugurazioni i summit, simposi.
È indispensabile specializzarsi: avere un codice di lettura chiaro e semplice. Ciò che premia è il ritorno della dimostrazione di saper fare le cose bene. Scontrini medi ma pochi prodotti e tanti nuovi significati del consumo. Al cliente interessa fare una bella esperienza, ti perdona anche errori ma non l’esperienza globale. . piatto ben presentato e con gentilezza. Qualità attesa, progettata, erogata, percepita, paragonata.
Nuove opportunità: Si mangia fuori per velocità comodità per piacere. Un mondo di single che qualche volta si riuniscono insieme. Cucinare perdita di tempo, riscaldare la regola. Necessità di comprare o consumare prodotti ad alto contenuto di servizio. Botteghe del cuore e gastro market. Cibo etnico. Velocità nel food. Ho poco tempo, sono in movimento e devo mangiare. raggiungere il massimo di esperienza compressa in pochi minuti.

2. Una storia da raccontare: Terra Mia (e la mia vita)

Presentare un’esperienza olistica dove conta l’insieme non gli aspetti parziali (Il design la disciplina che dà senso alle cose). Lavorare su mappe concettuali per fare ordine e organizzare la complessità. Lavorare sulla qualità delle esperienze. Raccontare suggerire valorizzare brand-prodotti-funzioni d’uso.
La nostra storia e il nostro brand nella cultura del foodie: La salute (Cucinare e servire la salute. Attenzione a ciò che si mangia e compra) L’etica (Raccontare valori e idealità. Testimoniare l’utopia. Garantire e dimostrare il giusto prezzo. Occuparsi di chi ha fame). La capacità di prendersi cura. Il Sapere come sapore. Mangiare per piacere, per sapereLa comodità acquistare soluzioni più che prodotti (4 e 5 gamma), riscaldando più che cucinando piacere (massima espressione della relazione con il cibo.
Il futuro: Appartenere alla divisione Horeca: hotellerie (agriturismo), restaurant e catering.
Oggi la forma è il contenuto.
Cuochi e chef sono la materia prima più comunicabile.
Massima trasparenza e completezza dell’etichetta.
Avere una rotta da seguire tutti, altrimenti si va alla deriva.
“Il mio percorso come testimonianza”
Valori dell’impresa sociale Terra Mia: Onestà, coerenza, innovazione qualità, organizzazione efficiente, puntualità, impatto con la clientela, armonia nel team.
Vision: chi sei e per chi e per che cosa lo fai.
Mission: che cosa fai.
Cultura d’impresa: che cosa devo fare perché lo devo fare perché proprio io.
Ognuno deve credere in che cosa fa, altrimenti non puoi trasmetterlo e raccontarlo. Con l’intelligenza emotiva: consapevolezza di sé, gestione di sé, coscienza sociale, gestione delle relazioni interpersonali.
Prendersi cura dei clienti = Essere social

3. Coaching nella ristorazione

Fasi dello sviluppo di un progetto ristorazione. Bisogna istruire delle persone a un vero e proprio mestiere 1. Desiderare: definisce te stesso, chi vuoi diventare, che cosa vuoi realizzare 2. Visualizzare (immaginare) 3. Pianificare (in positivo, misurabile, tempificato, realizzabile 4. Cominciare 5. Potenziare 6. Decidere e agire 7. Verificare e celebrare
Ci vogliono quindi nuove figure, all’altezza dei nuovi stili e luoghi di consumo.
Pensare prima di fare, chiarire gli obiettivi prima degli strumenti.
Ci vuole una squadra unita di culture e competenze per creare vantaggi competitivi durevoli. Il marketing del passato (i 4P Prodotto, Prezzo, Place (distribuzione) Promozione) non funziona più. Occorre specializzarsi: chiarezza e semplificazione: prodotti, ricette, tipologia, format, brand-azienda, funzione d’uso (consumi e porti via...). Deve essere chiaro il tema, il prodotto, la filosofia vitale, un piatto preciso.
Il food esperienziale è il più complicato per costruire nuovi concept. fattore umano: passione e devozione. Tradizione e tipicità. Slow e fast facce della stessa medaglia per mangiare in modo esperienziale.
Convenience food: prodotti in modo funzionale. tutti i prodotti alimentari già preparati per l'uso da parte del cliente finale, quali insalate miste lavate e confezionate, zuppe, pizze, piatti pronti per il microonde o anche singoli componenti di pasti, come le salse pronte. Piatti pronti e prodotti servizio. Panino come pasto completo.
Coaching supporto all’apertura di una nuova attività. Raggiunge maggiore consapevolezza di sé capacità e limiti. Coaching: dirti dove ti trovi, dove vuoi arrivare.
Visualizzare il progetto, tipologia di ristorazione, valori cui si ispira, storia da raccontare, codici: affetto per clientela, senso di altruismo, cura del dettaglio, congruenza d’intenti, anticipazione delle richieste dei clienti, bellezza del piatto, determinazione, diligenza, disciplina eleganza, dignità, fascino, fedeltà onestà umiltà, pulizia. Definizione del marchio: portare aventi coraggiosamente un’idea, seguire la tua strada, credere nella tua strada.
Appassionati al tuo lavoro e trasmetterai emozioni. Dai fiducia e le persone cammineranno da sole.
Obiettivi con il metodo Smart: Specifico Misurabile Ambizioso Realistico Tempificato.
Fare lavori gratificanti, apprezzare il lavoro degli altri, operare in un’impresa sociale importante, incentivare chi è scoraggiato
Metodo Kaizen cambiare in meglio, miglioramento continuo. Il Kaizen come strategia comportamentale si riferisce ad una pratica diretta al miglioramento costante dei processi La vision della strategia Kaizen è quella del rinnovamento a piccoli passi, da farsi giorno dopo giorno, con continuità, in radicale contrapposizione con concetti quali innovazione, rivoluzione e conflittualità di matrice squisitamente occidentale. La base del rinnovamento è quella di incoraggiare ogni persona ad apportare ogni giorno piccoli cambiamenti il cui effetto complessivo diventa un processo di selezione e miglioramento dell'intera Organizzazione.
Kaizen nelle tecniche di cucina, (tipi di cottura, di conservazione, semi preparati…). Accoglienza del cliente e divisa personalizzata. Utilizzo della biancheria.

4. Comparti del Centro Educazione Alimentare

Specialisti della cucina, confezionamento cibo, di sala, di reception, vendita. Gelateria. Medicina estetica:( (essere belli per piacere a se stessi, equilibrati per vivere meglio).
Tv gare gastronomiche - Patologia alimentari - Scuola gastronomica – Coach per i cuochi.
Proporre anche altri momenti: prima colazione aperitivo merenda. Consegne a domicilio.

5. Cosa da decidere

Insegna e Atrio.
Immagine coordinata di un’azienda: brand, logo, packing. La cura del Packing: rappresenta un simbolo dell’esperienza di acquisto. Costituzione del team.
Pianificazione marketing e nuova pubblicità. Costruire la nostra mappa concettuale e di qui il nostro brand.
Definire la nostra specializzazione e il nostro codice.
Imparare a raccontare la nostra storia.
Scrivere le Linee guida del Centro (Guida e motiva le persone mostrando una direzione).
Padronanza del team: ottenere il meglio e il massimo delle opportunità.
Decidere Catering e Buoni pasto ticket (Dormitorio: Occuparsi di chi ha fame).
Disegnare e completare il Business plan. Definizione degli assortimenti e dei prezzi
Prevedere budget contenuti per modificare velocemente le strategie.
Considerare il web lo strumento primario, curare il collegamento con la stampa, avere dei testimonial.
Creare eventi a basso costo che facciano parlare, utilizzare tutte le relazioni. Avere chiaro il design (l’immagine coordinata di ogni particolare del Centro)
Provvedere le attrezzature (cucina, sala, gelateria)
Individuare il nostro Convenience food
Preparazione inaugurazione (Regalo significativo)



La sostenibilità conviviale

Le 8 R di S. Latouche e le scelte della bottega dei mestieri

 Rivalutare

Invitare il cliente a diventare attore sociale: con le sue scelte negli acquisti può dare origine a un mutamento significativo delle relazioni economiche, organizzandosi con altri clienti, può ingaggiare precise battaglie politiche come consumatore, modificando il suo stile di consumo può diffondere un modello etico consapevole

 Ricontestualizzare

La trasparenza del processo produttivo:  da chi, dove, come è prodotto… Quale politica produttiva è impiegata… Quale significato è attribuito al lavoro.

 Ristrutturare

 Collegare i prodotti offerti a espliciti modelli di consumo, stili di vita e legami sociali per orientarli  verso un’economia caratterizzata dalla sostenibilità conviviale.

 Rilocalizzare

 Consumare prodotti locali, prodotti da aziende sostenute dall’economia locale. Ridurre al minimo i movimenti di merci e capitali. Promuovere uno stretto rapporto tra prodotti e luoghi di produzione.

 

 Ridistribuire

Stimolare attraverso alcuni acquisti un’equa distribuzione della ricchezza, offrendo anche prodotti legati a progetti di sostegno a economie deboli.

 Ridurre

Il luogo naturale della sostenibilità conviviale sono le famiglie. A livello familiare infatti sono per lo più decisi gli acquisti. Una diversa concezione dell’infanzia, l’educazione dei figli, la preoccupazione per il loro futuro, il racconto dell’esperienza quotidiana della scuola per i piccoli, del lavoro per gli adulti, possono porre le basi di una mentalità orientata alla solidarietà all’interno della famiglia e incentivarne la pratica..

Riutilizzare

Dall’arredo ai beni d’uso, dal confezionamento al trattamento dei rifiuti insistere sulla rivalorizzazione e sul riutilizzo

 Riciclare

Recuperare tutti gli scarti non decomponibili derivanti da tutte le nostre attività..  Illustrare in dettaglio (fotografie, relazioni dati…) sistemi di compostaggio e trattamento rifiuti di tutte le nostre comunità e laboratori di lavoro.